Ecco Paolo Ficosecco e la sua beach volley school

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ill campione Italiano e 5 volte King a cuore aperto!
Se nella prima puntata abbiamo parlato con il primo marchigiano ad avventurarsi nella costruzione di scuole di beach volley, nel caso di Paolo Ficosecco parliamo proprio della prima scuola di beach volley nata nelle Marche. Parlare con Paolo è sempre un piacere, per la grande disponibilità e perchè dal suo sorriso traspare tutta la storia del beach volley Italiano che lui ha contribuito a costruire.

1) con l’autunno è arrivata quasi di sorprese la grande notizia  che il beach volley non è più uno sport da contatto, dicci la tua impressione
R. “Dico finalmente ….il beach volley non può’ essere inglobato nelle stesse dinamiche della pallavolo o basket, i rischi sono completamente differenti giocando con due atleti in 64 mq ove bastano semplici e attuabili accorgimenti per evitare ogni contatto..”

2) parliamo di te e della tua scuola, la prima delle marche , quando è nata ? cosa pensavi ai tempi  di realizzare?
R. “La mia Beach Volley School Ancona nasce nel 2008.In quell’anno decisi di rallentare con la pallavolo, scendere di categoria (decisi di allenare e giocare ad Ancona in serie C) per amore del beach volley, volevo praticare e trasmettere la passione per questo sport tutto l’anno  … Per i primi 4 anni e’ stata una scuola itinerante presente su tutto il territorio regionale..Avevamo sedi di allenamento ad Ancona, Civitanova,Senigallia,Lucrezia, sono stati 4 anni di grandi soddisfazioni..Allenamenti, circuiti , tornei, non credo di dire un eresia nell’affermare di avere dato un contributo importante alla crescita amatoriale di questo straordinario sport in tutto il territorio regionale… Nel 2012 stanco di non avere un punto di riferimento e di essere in continuo itinere, in concominanza con la conquista come atleta dello scudetto decisi di aprire una mia casa di sabbia il PalaBeach Ancona e concentrai tutte le energie su questa struttura..Ad oggi ci sono ragazzi che allenavo nelle altre strutture lontane km che vengono nella mia struttura ed e’ questa la mia più’ grande soddisfazione”

3) ed ora?
R. “ci sembra che l’attività sia aumentata Ad oggi numeri alla mano il beach volley e’ uno sport in crescita….ogni anno abbiamo sempre nuovi appassionati che si avvicinano a questo sport….una  disciplina amata e che incuriosisce e attrae tutti coloro che la provano…Credo che le federazioni e gli enti di promozione sportiva debbano dare sempre maggiore spazio a questa disciplina che ad oggi a mio avviso e’ stata fin troppo frenata ricevendo un misero riscontro mediatico e politico..”

4) dacci un profilo dell’utente di un centro come il tuo, chi viene in una scuola di beach volley e perchè
R. “La cosa straordinaria che questo e’ uno sport che non crea distinzioni politiche, classi economiche, ti ritrovi con i piedi nudi sulla sabbia svestito dei tuoi panni che magari fanno di te un medico, politico,muratore,impiegato…Profili completamente diversi , ciò che li accomuna un forte senso sportivo, di aggregazione e di sacrificio perché il nostro e’ uno sport di grande impegno sia fisico che mentale.. Non c’e sensazione più gratificante nel chiudere l’ufficio e dopo una giornata passata dietro la scrivania gettarsi piedi nudi sulla sabbia a rincorrere una palla e tentare di effettuare una schiacciata sempre più’ forte!! La scuola rende e permette che il percorso didattico di ciascuno di loro migliori…Più si migliora e più’ ci si diverte a giocare…Un connubio vincente e gratificante”

5) la gente da te viene da tanto lontano?come accennavo prima, una grande soddisfazione e’ propria quella che nonostante siano sorte strutture su tutto il territorio regionale ci sono ragazzi fuori provincia che continuo ad allenare e che da anni frequentano la mia scuola.

6) prospettive future del beach volley ?Purtroppo quello che si sta verificano in queste ore non ha nulla a che fare con lo sport…E’ appena uscito un nuovo decreto che ha portato alla chiusura di tutti i centri sportivi e le attività indoor a meno che l’atleta in causa non partecipi a eventi e competizioni di carattere nazionale…Questo sta portando ogni federazione a proporre il proprio campionato e attività’ di carattere nazionale per accaparrarsi più’ tesserati possibili…Credo ci sia poco da aggiungere…. oggi lo sport perde e con lui tutto il sistema politico… 

7) le marche ed il beach volley…all’inizio c’erano raffaelli, malavolta, al top poi tu, ma sembra che la vena dei top player di beach volley nella nostra regione si sia un po inaridita chi vedi nel futuro del beach volly marchigiano a livello agonistico
R. “Pratico beach volley da 23 anni e in questo quarto di secolo oltre ai nomi da te citati potrei aggiungere solo nomi quali Fracascia e Masciarelli…Faccio parte di questi pochissimi nomi vero ma che hanno scritto la storia del nostro sport, vinto scudetti, partecipato a olimpiadi…che dire meglio qualità’ che quantità!! .Se guardiamo anche alle altri regioni credo che escludendo Lazio ed EmilIa romagna i nomi che circolano da anni sono sempre gli stessi… La difficolta’ del ricambio e la stentata nascita di nuovi campioni a mio avviso ha diverse cause…Partirei dai costi e dalla difficolta’ di praticare uno sport come il beach volley che e’ con la giusta proporzione paragonabile al tennis…Uno sport che a livello amatoriale ha dei numeri pazzeschi ma che hai vertici stenta specialmente negli ultimi anni per un calo importante del montepremi e della quantità’ di tornei , uno scenario non più’ appetibili a molti giocatori e a molti pallavolisti professionisti…Ricordo nei miei primi 10 anni di carriera quanti nomi di pallavolo di straordinario valore partecipavano al campionato italiano…A tutto ciò va ricordato ed e’ motivo di allontanamento come il nostro sia uno degli sport più’ di sacrificio e di dedizione dove l’importanza e la costanza di allenamento e’ determinante…”

8) sei stato uno dei promotori della nuova associazione di beach volley. Dicci il tuo perchè, la tua valutazione e se magari non valga la pena cercare di trovare una strada unitaria per il bene dello sport beach volley evitando troppe divisioni?
R. “Sono con orgoglio uno dei consiglieri dell’Aibvc un movimento che ad oggi comprende ben 50 societa’ sparse in tutta Italia …Associazione nata in un momento difficile per lo sport e non solo, nata durante il lockdown a Maggio quando ciascuna societa’ si e’ vista smarrita e completamente sola senza il sostegno di una federazione di appartenenza..L’intento dell’Aibvc spazia e tocca varie tematiche ma il punto principale  e’ quello di prolungare l’attività tutto l’anno con campionati di societa’ e giovanili che ad oggi erano trascurati e poco presenti..Il suo obiettivo e’ quello di supportare e dare valore a tutto il lavoro delle nostre scuole di beach volley che rappresentano il cuore pulsante del beach volley in Italia..Detto ciò noi auspichiamo una collaborazione con fipav ,nessuna porta e’ stata chiusa anzi, sarebbe fantastico sedersi tutti insieme ad un tavolo per il bene del beach volley…”

9) qual’è ora il tuo sogno ne cassetto come uomo e come professionista del beach volley
R. “Personalmente come atleta mi sono posto l’obiettivo di continuare a giocare fino a quando i risultati me lo consentiranno…Saranno loro a decidere quando si concluderà la mia carriera…La conquista a 40 anni lo scorso anno del titolo di vice campione d’Italia con davide BenZi e’ stata per me la conferma di quanto questo sport ,con sacrifici immensi ,possa essere longevo anche ad alti livelli…Appena terminerà il mio percorso da giocatore non vedo l’ora di sedermi su una panchina e lavorare per portare delle coppie giovanili a intraprendere un percorso simile al mio…”