Il Covid nei territori : la parola a Fabio Franchini (PS)

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Dal sud delle marche facciamo un bel Salto ed arriviamo al territorio più a nord della nostra Regione , al comitato territoriale di Pesaro e al suo presidente Fabio Franchini, un altro “capitano di lungo corso” e sicuramente tra i personaggi più rappresentativi di una zona dove la pallavolo si è ritagliato un posto di riguardo sia quantitativamente che qualitativamente.

Sentiamo allora le risposte di Franchini ( che nella vita è un noto imprenditore del fanese)

1)Sinceramente se l’aspettava una storia così lunga e con questo sviluppo autunnale?

R. La situazione pandemica che si sta vivendo è peggiore di quanto non avessimo previsto, già nella tarda primavera scorsa quando la recrudescenza dei contagi si attenuava con il miglioramento delle condizioni meteo non dovevamo far altro che prevedere un ritorno del fenomeno epidermioligico con l’inizio dell’autunno. Altrettanto vero che la troppa libertà estiva ha fatto peggiorare la situazione come si dice il problema è sempre esistito ma le buone condizioni fisiche ci hanno aiutato a tenerlo sotto controllo. Ci eravamo illusi che con il ritorno alla normalità, la riapertura dell’anno scolastico, si potesse riprendere anche la  normale attività sportiva indoor. Purtroppo su queste convinzioni avevamo posto le condizioni se pur anomale di una ripresa agonistica

2)        Come sta andando la crisi covid nel suo territorio

R. La curva dei contagi salita in numeri spropositati nel mese di ottobre ci ha costretti a desistere dal riprendere una ben che minima attività. Nel mese di febbraio scorso mi ero trovato in forte difficoltà tanto x aver richiesti in federazione la sospensione dei campionati con anticipo su quanto poi è avvenuto. Forse il territorio pesarese avendo già pagato nella prima fase rispetto al territorio regionale si era creato una specie di immunità ma comunque non sufficiente x affrontare la ripresa dell’attività agonistica.

3)        I covid ha portato, oltre ai problemi diretti del contagio anche una serie di problemi indiretti come la disponibilità delle palestre …come va nel territorio?

R. Il veloce evolversi della situazione, il frequente susseguirsi dei DPCM di volta in volta ci vedevano costretti a prendere provvedimenti più restrittivi, l’incidenza degli stessi sull’inseguimento scolastico vedono di riflesso la limitazione o chiusura delle palestre dove i nostri atleti praticano solitamente la pallavolo. Tutto questo ci ha visti costretti a rivedere l’organizzazione dei nostri campionati.

4)        Come stanno comportandosi le società sportive? 

R.      Bene ! E non ci resta ora laddove le nostre società hanno la possibilità, di sostenerle moralmente affinché continuino nonostante le le mille difficoltà ad allenare i propri atleti nella convinzione che nel rispetto del protocollo emanato dalla FIPAV possano tenere gli stessi lontani da comportamenti più rischiosi.

5)        Qual è la visione a cui ispirarsi per cercare di andare avanti?

R.        Si tratta quindi di sostenere un’attività oserei dire “sommersa” priva anche di quella se pur minima visibilità utile x coinvolgere sponsor che sono a loro volta in difficoltà x l’attuale crisi economica legata alla pandemia. La situazione è veramente complessa, ma sarà ciò con cui dovremmo convivere nei prossimi due anni. All’interno di questo dovranno essere trovate soluzioni lavorando su formule di gioco, trasferte e gestioni impianti.

6)        In sintesi …. Ottimista, pessimista  o……………

R.    Personalmente sono in attesa di una stabilizzazione della percentuale dei contagi per poter ipotizzare una ripresa dell’attività agonistica. Mi auguro che la data ora posta a gennaio possa essere qualcosa di possibile.