Il Commissario Straordinario della Fipav Marche Giuseppe Manfredi

Fipav Marche, il bilancio del Commissario Manfredi

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A un anno e mezzo dalla nomina di Giuseppe Manfredi a commissario straordinario del Comitato Regionale delle Marche della Fipav e a pochi mesi dalle nuove elezioni che porteranno a una nuova composizione del comitato marchigiano, la redazione di Volley & Beach News lo ha intervistato per fare il punto della situazione. Ma prima conosciamolo meglio.

1) Chi è Giuseppe Manfredi e come nasce nel mondo della pallavolo.

R) Nasco come nasciamo un po’ tutti noi di questo mondo. Prima atleta “scarso”, poi allenatore, anche in serie A, dirigente di società, presidente del comitato territoriale (allora provinciale) di Bari dal 1987 al 1992, poi di quello regionale della Puglia dal 1996 al 2005 e dal 2008 al 2012. Ho vissuto momenti bellissimi soprattutto nel mio periodo di presidente provinciale barese, visto che il numero delle società di quel territorio salì da 40 a 130, con le quali ebbi un proficuo contatto diretto.

2) Da due anni e mezzo lei è commissario di questa regione. La conosceva prima? Come l’ha trovata e come la lascia.

R) Tanti anni nella periferia mi hanno dato la possibilità di conoscere bene anche le Marche dal punto di vista del nostro sport. È una regione che, per quanto riguarda i risultati tecnici, credo che sia seconda solo all’Emilia-Romagna, una regione tranquilla, dove ci sono molti dirigenti capaci che lavorano apportando del loro in modo disinteressato e dove si respira una profonda cultura del volley. Qualche problema tecnico c’è, ma non più che in altre regioni.

3) Pregi e difetti dei marchigiani

R) Il pregio maggiore è che investono in modo corretto le proprie risorse, anche economiche, mentre come difetto potrei dire l’esistenza di diritti di cortile, di poca collaborazione tra società, ma anche in questo caso posso dire che la stessa cosa accade in altre regioni.

Manfredi è a capo del volley marchigiano da maggio 2019

4) Torniamo al mondo della pallavolo nazionale e della pandemia. Come uscirà il nostro sport da questo periodo complicato?

R) Secondo me ne usciremo più umani e più vicini all’attività di base. Stiamo facendo tante riflessioni, ci manca il campo, ci manca la partita, ci mancano i ragazzi, ci manca il sogno, ma sono convinto che, quando potremo tornare in palestra, apprezzeremo di più questo sport e tutto quello che comporta.

5) A tutti quei giovani e giovanissimi che stanno “saltando” i campionati Under, cosa vuole dire?

R) Noi come Federazione abbiamo messo dei paletti per l’età e quando riprenderà l’attività (perché l’attività riprenderà, le cose non potranno andare peggio di così), non ci saranno stati campionati saltati da parte dei ragazzi. In questo periodo abbiamo avuto una risposta incredibile da parte dei tesseramenti dei più piccoli, che sono linfa per le nostre società e ci auguriamo che venga affrontato prima possibile il problema degli impianti sportivi, perché a risolvere i nostri problemi ci penseremo da soli con sacrificio e abnegazione.

6) Possiamo dire che l’obiettivo principale a breve termine della pallavolo italiana sia quello di far riaprire gli impianti scolastici?

R) Noi possiamo fare tutto, ma se non cambiano le norme legislative è difficile convincere i dirigenti scolastici a mettere a disposizione le palestre alle società sportive. Insieme ai dirigenti delle altre federazioni, comunque, stiamo cercando di proporre delle iniziative per far riaprire gli impianti appena possibile.

7) Le Marche sono terra di spiagge e di tanto beach volley. Quale futuro potrà esserci per questo sport ancora in cerca di identità?

R) Il beach volley paga la mancanza di continuità dell’attività nel periodo invernale. Uno sport per esplodere non può essere episodico e l’impegno della federazione è quello di ampliare il numero degli impianti al coperto. A quel punto, però, ci sarà bisogno di maggiori regole e maggiore organizzazione da parte delle società, che dovranno strutturarsi come quelle della pallavolo indoor, perché io credo che il beach volley sia avviato verso un futuro importante.

Per concludere, il Commissario Manfredi ha inviato un saluto al volley marchigiano.

«È stata una bella esperienza – ha dichiarato – anche se il mio impegno è stato quello di essere un attento osservatore, perchè nel nostro percorso è importante imparare. Le Marche non avevano bisogno di sconvolgimenti, visto che ha dei comitati territoriali ben organizzati con i quali abbiamo spesso preso delle decisioni di comune accordo. Penso che la nuova governance verrà affidata a gente capace di portare avanti tutti quei discorsi iniziati e auguro a tutti di continuare ad avere tante soddisfazioni da questo sport. Un consiglio che mi sento di dare è quello di investire sulla formazione dei dirigenti, per qualificarli ancora di più, visto che si è fatto poco aggiornamento».

Foto: Mancini/Fipav