Tempo di elezioni nella Federazione Italiana Pallavolo

Elezioni Fipav, entrano nel vivo le grandi manovre

L’agone elettorale per il nuovo Comitato Regionale della Fipav è ormai entrato nel vivo e la riprova ne è il documento che i dirigenti di società della provincia di Ancona Bruno Bilò, Massimo Cinti, Antonio De Luca e Luca Pesce (dichiaratisi disponibili alla candidatura come consiglieri regionali) hanno inviato a tutti i presidenti delle società pallavolistiche marchigiane. Nella lunga lettera, i quattro propongono la cronaca di tutti gli eventi che da settembre a oggi hanno caratterizzato (a loro modo di vedere) il cammino di avvicinamento alle ormai prossime elezioni del nuovo presidente regionale e del comitato. Dopo un paio di mancati contatti tra Bilò e il presidente territoriale di Ancona Pietroni – spiegano i quattro – è arrivata la webcall convocata da quest’ultimo con le società della provincia di Ancona, nella quale si spiegava che sarebbe stata appoggiata la candidatura di Fabio Franchini (presidente del comitato territoriale di Pesaro), suscitando parecchi malumori tra i partecipanti alla call. Successivamente sono stati svolti altri incontri – prosegue il documento – nel quale i rappresentanti delle società di Ancona hanno chiesto a Franchini di avere la carica di Vice Presidente (che andrebbe allo stesso Bilò) più un altro consigliere, in nome del peso numerico delle società del territorio anconetano, ma nello stesso testo si legge anche che i firmatari non ritengono Franchini in possesso delle doti di leadership e carisma necessarie per la carica di presidente, ritenendolo quindi inadeguato al ruolo. Dopo la cronaca, la lettera dei quattro ai presidenti delle società marchigiane si conclude con la comunicazione che cercheranno di individuare un altro nominativo più consone alla carica presidenziale, che sappia relazionarsi alla pari con le più alte cariche federali e sportive e non uno yesman. Qualora non venisse individuata, si chiede alle società di non votare Franchini e, per quanto riguarda la provincia di Ancona, è stato stigmatizzato il comportamento del presidente Pietroni nella gestione di questa vicenda. I quattro firmatari hanno quindi assicurato il proprio impegno nell’individuazione di nuovi dirigenti che possano garantire dignità al comitato anconetano. A due settimane dal termine di scadenza di presentazione delle candidature si sono accesi i fuochi in un clima che, invece, finora pareva scorrere tranquillo.