Antonio De Luca

Antonio De Luca candidato a presidente del Comitato Territoriale di Ancona

Pubblicato da

La nostra serie di interviste di presentazione dei vari candidati alla carica di presidente dei comitati territoriali e regionale delle Marche sbarca ad Ancona, l’altro comitato (oltre a Pesaro-Urbino) nel quale sono presenti due pretendenti a rivestire l’incarico di presidente. La prima intervista l’abbiamo rivolta ad Antonio De Luca.

D: Qual è stata la spinta che l’ha portato a candidarsi? E la sua è una candidatura nel segno della continuità con il passato o più rivolta alla discontinuità?

R: Dopo diversi anni nei quali avevo rivestito delle cariche nel Cus Ancona, poi diventato Ankon Volley e oggi Accademia, ho pensato che fosse giunto il momento di parlare all’intero mondo della pallavolo e non solo alla singola società, visto che ritengo di avere idee interessanti per far vincere il nostro sport, fine ultimo di queste elezioni. Non so se sarò messo in grado di farlo, ma diverse nuove idee possono essere attuate (non so se nel segno della continuità o meno) e vedremo in sede di voto se saranno state recepite e apprezzate dalla base.

D: In che condizioni si trova secondo lei la pallavolo di vertice e di base nel suo territorio?

R: Sono sincero, a me interessa principalmente la base, perché poi il vertice viene di conseguenza. Rispetto al passato nel territorio anconetano ora al massimo parliamo di serie B, sia maschile che femminile, mentre in precedenza avevamo diverse espressioni nella massima serie. Secondo me, il problema attuale nasce proprio dalla base. In campo femminile ci sono molte ragazze che iniziano a giocare, mentre tra i ragazzi ce ne sono molto meno e quindi è evidente che bisogna attuare strategie differenti per i due settori. Una più squisitamente qualitativa per le donne e una che badi maggiormente alla quantità tra i maschi, perché i ragazzi giocano poco a pallavolo e dobbiamo intervenire per avvicinarli maggiormente al nostro sport.

D: Quali sono gli interventi primari che farà qualora venisse eletto?

R: Due cose principalmente. Per primo, prendere un periodo di 15-20 giorni massimo nei quali stare lontano dai palazzi federali e avere il tempo di comprendere bene l’ambiente nel quale mi trovo con tutti i suoi aspetti amministrativi-contabili e la sua burocrazia. Successivamente cercherei di far conoscere  e diffondere le buone abitudini, tipo quelle delle società che svolgono attività e vengono considerate cose normali, di routine, mentre invece ognuna ha un suo modo di fare che caratterizza quello che fanno. Quindi, una maggiore attenzione ai particolari che possa poi sfociare nel fare. Tipo, andare nelle scuole a fare promozione? Ok, ma con chi? A dire cosa? Evitando quegli atteggiamenti generici che alla fine possono essere deleteri all’intero movimento. Infine, vorrei riportare presto i ragazzi a giocare all’aperto.

D: Qual è stato il suo cammino nella pallavolo finora?

R: Giocatore per una decina d’anni tra il 1974 e il 1985 (schiacciatore e alzatore), arbitro, giudice di linea ai mondiali 1978, poi per motivi di lavoro mi sono allontanato da questa realtà per poi rientrarvi una quindicina di anni fa come dirigente. Ora mi sto riaffacciando dopo un altro periodo di stop, sempre per motivi di lavoro, con grandi stimoli e voglia di fare bene.

D: Quale collaborazione chiederà alle società dopo le elezioni?

R: Credo che il comitato non dovrà chiedere, ma dovrà principalmente dare, perché una federazione capace è quella che si vede poco ma si fa sentire al momento giusto. Poca fanfara, ma tanti feedback sui quali lavorare per migliorare, per aumentare l’interesse attorno al nostro mondo e aumentare il numero dei tesserati. Non chiederò collaborazione se non saremo noi i primi a darla.

D: Un personaggio della pallavolo che ha sempre ammirato?

R: A livello dirigenziale (anche se è più conosciuto come allenatore) Julio Velasco, che ha avuto il merito di azzerare la cultura dell’alibi, asserendo che se un problema esiste può essere risolto, altrimenti non era un problema. Ha creato l’approccio manageriale nel nostro sport e ha convinto tutti che anche nella pallavolo il lavoro paga sempre. Ma un grande signore è anche Roberto Ghiretti, che ebbi modo di conoscere bene per alcune trattative. Tra i giocatori ho avuto il piacere di veder giocare da vicino un grandissimo come Kim Ho-Chul, nel periodo in cui la scuola coreana andava per la maggiore, mentre come allenatore direi Marco Paolini, Roberto Leonardi e mi piace ricordare anche Lamberto Giordani, scomparso qualche anno fa.

L’assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche del Comitato Territoriale di Ancona si terrà sabato 20 febbraio presso il PalaRossini.