Letizia Genovese

Letizia Genovese candidata al consiglio federale della Fipav

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Si svolgerà domenica 7 marzo a Roma, nella storica e prestigiosa Sala delle Armi del Foro Italico, la 45esima Assemblea Nazionale Ordinaria elettiva Fipav, unitamente alla Quinta Assemblea Nazionale ordinaria elettiva atleti e alla Quinta Assemblea Nazionale ordinaria elettiva tecnici. Per la prima volta nella storia, però, l’Assemblea che eleggerà il nuovo Consiglio Federale per il quadriennio 2021-2024, non si terrà in presenza, ma a causa della pandemia legata al Covid-19, le operazioni di voto avverranno su base regionale. La sede di Roma, infatti, attraverso un avanzato sistema di video conferenza sarà collegata con le 18 sedi regionali dove dirigenti, atleti e tecnici potranno esprimere i propri voti. Grazie a questa organizzazione verrà ridotto in maniera importante il rischio di contagio, considerato anche la massiccia presenza che contraddistingue da sempre con orgoglio le assemblee federali. La giornata di domenica 7 marzo sarà quindi dedicata agli interventi dei candidati e alle operazioni di voto, al termine delle quali le urne contenenti i voti delle 18 sedi regionali verranno sigillate. Lo scrutinio, infatti, verrà effettuato mercoledì 10 marzo sempre alla Sala delle Armi del Foro Italico, dove verrà eletto il nuovo Consiglio Federale che avrà il compito di guidare la Fipav per i prossimi quattro anni, chiusi dai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Le Marche hanno avanzato la candidatura della maceratese Letizia Genovese nel consiglio federale e noi l’abbiamo intervistata.

D) Il motivo della candidatura a consigliere nazionale della Fipav.

R) La candidatura è stata espressa dal comitato regionale insieme alla Consulta e mi è stata comunicata dall’allora presidente del comitato territoriale di Macerata Roberto Cambriani, oggi membro del comitato regionale. Sono stata lusingata della proposta e ho accettato, visto anche che, essendo io libero professionista, ho modo di organizzare il mio tempo e quindi non avrei problemi ad andare a Roma in occasione delle sedute consiliari. Inoltre, serviva una candidata donna e ho accettato ancora più di buon grado, visto che sono conosciuta nelle Marche, avendo collaborato all’organizzazione di diversi eventi importanti svoltisi nella nostra regione, ottenendo l’apprezzamento di molti addetti ai lavori. Se dovessi essere eletta in consiglio studierò per imparare subito, consapevole di avere bisogno di un periodo di rodaggio per entrare bene nel meccanismo.

D) La sua storia nel mondo della pallavolo.

R) Ho iniziato a 12 anni come giocatrice al Cus Macerata con Luana Monachesi e debuttando in serie A a soli 16 anni. Poi ho giocato a Chieti, vincendo il campionato di serie B e poi disputando la A2, poi a Roma prima di smettere quando ero ancora giovane. Poi però ripresi e giocai in serie C a Tolentino. Ho iniziato successivamente ad andare a vedere la Lube a Macerata (in precedenza io partivo con la mia Panda 45 per andare a Ravenna a vedere la squadra del Messaggero dove giocava un certo Karch Kiraly) e iniziai a collaborare amichevolmente con loro per l’organizzazione di alcune manifestazioni, visto che parlo discretamente bene l’inglese. Sono stata dodici anni nel comitato provinciale (oggi territoriale) di Macerata e ora rientro nel giro “istituzionale” con questa candidatura.

D) Lei è una delle poche candidate donne alla carica di consigliera nazionale. Quanto è importante avere delle consigliere donne nello sport di squadra più praticato dalle donne?

R) Per me sarebbe fondamentale, ma la pallavolo è un po’ lo specchio della società, nella quale per una donna è sempre più difficile emergere, per via di un substrato culturale che penalizza la presenza femminile ad alti livelli. Nella pallavolo, di solito, una donna che smette di giocare lo fa per altri impegni personali o familiari e non va a fare la dirigente, mentre io potevo decidere per me e ho scelto di andare per questa strada. Quando giro nei palazzetti incontro spesso tante di quelle persone che incontravo quando giocavo, ma anche se non c’è molto ricambio per me i meriti andrebbero sempre premiati, indipendentemente dalle questioni di genere.

D) Che peso ha secondo lei il volley marchigiano a livello nazionale?

R) Elevato, senza dubbio. Il rammarico, infatti, sta nel fatto che la nostra regione sia poco rappresentata a livello nazionale, visto che dai tempi di Mimmo D’Alessio non c’è più un marchigiano in consiglio. Proprio per questo, qualora dovessi essere eletta, mi impegnerò doppiamente per rappresentare le Marche, che ritengo debbano contare di più a livello nazionale. Qui c’è la Lube, campione del mondo in carica, ci sono stati gli scudetti di Pesaro, tante squadre di A2, A3 e B, un settore giovanile importante e soprattutto una base ottima e numerosa, anche se adesso sono in grande sofferenza. Se spariscono le società cosiddette “piccole”, anche quelle di vertice avranno tanti problemi. Inoltre, mi auguro che in futuro le manifestazioni più importanti possano tornare nelle Marche.

D) Quali sono i primi interventi che proporrà in sede di consiglio?

R) Intanto, saranno tutti suggerimenti condivisi, ma credo che in primis bisognerà intervenire proprio per aiutare le società di base, lavorando tutti assieme per una ripartenza che avvenga in tempi relativamente brevi, premiando chi ha tenuto duro nei momenti di massima sofferenza. Poi bisognerà vedere la legge sullo sport che fine farà, augurandosi che l’argomento possa tornare presto di primaria importanza.

D) Quali sono i personaggi che più ha apprezzato nel mondo della pallavolo?

R) Due giocatori più di tutti. Fabio Vullo e Nalbert, che ho avuto modo di conoscere nei loro periodi di militanza con la Lube a Macerata. Ricordo che quando mi trovai di fronte a Vullo mi sono sentita come una ragazzina di fronte al suo idolo di sempre, mentre con Nalbert ho avuto modo di trascorrere del tempo, apprezzandone sia le suo doti umane che le sue capacità di tecnica e di presenza in campo, pur non avendo doti fisiche imponenti. Tra gli allenatori dico senz’altro Marco Paolini, un tecnico di grande spessore.