Il libero rossoblù in azione

B1F – Energia 4.0 – De Mitri, tra Covid-19 e ritorno in campo

Il libero Patricia Ragni racconta la sua esperienza con il virus

Sabato 12 febbraio riprendono i campionati nazionali e regionali e le squadre di Volley Angels Project impegnate in quei tornei (Energia 4.0 – De Mitri per la B1 e Iplex – Offerte Villaggi.com per la serie C) stanno preparandosi per farsi trovare pronte. Ovviamente, anche molte atlete rossoblù hanno sofferto per via del Covid, ognuna con una propria storia e quella della quale si parla qui la racconta il libero Patricia Ragni, atleta della B1 e della formazione Under 19. «La mia storia con il Covid-19 – ha detto – è iniziata il 3 gennaio, quando nel corso dell’allenamento iniziai ad avvertire alcuni dolori alle ossa e un senso di affaticamento, sintomi ai quali diedi poco peso, attribuendoli al fatto che venivamo da circa una settimana di stop». La notte che seguì, però, mostrò la situazione nella sua cruda realtà. «Febbre altissima, dolori alle ossa, mal di gola, giramenti di testa, tosse continua, raffreddore, mal di schiena e realizzai che potessi aver contratto il Covid, anche se ero fiduciosa che non fosse così. Quando, il giorno dopo, il mio allenatore Attilio Ruggieri mi ha accompagnato a fare il tampone (risultato positivo), non volevo crederci, anche perché già nei giorni passati avevo avuto contatti con persone positive, ma i miei tamponi erano sempre negativi – ha proseguito l’atleta abruzzese – quindi avevo in mente di essere immune dal virus. Essere risultata positiva mi diede una sensazione di vuoto e di angoscia e i giorni successivi, in completo isolamento nella mia camera, visto che non potevo avere contatti con le mie coinquiline, mi hanno portato all’esaurimento, anche per via del mio carattere. Avere bisogno delle altre per ogni cosa, non vedere la luce del giorno per me era come stare in gabbia, mi mancava la libertà, il relazionarsi con altre persone. È stato come se mi avessero tolto la vita, non so se rendo l’idea».

Patricia Ragni

La giocatrice rossoblù non è mai stata totalmente sola, visto che la società ha fornito in ogni momento l’assistenza e ogni cura necessaria alla propria atleta e che il gruppo si è stretto intorno a Patricia. Ma oltre a dirigenti, allenatori e compagne di squadra sono stati anche altri a stare vicini a lei. «La mia famiglia ha ascoltato ogni mia lamentela – dice – e per fortuna che la famiglia è sempre la famiglia. Occupavo il mio tempo facendo cose, leggendo, guardando la televisione, ascoltando musica, ma quando provavo ad allenarmi da sola il mio fisico non riusciva a reggere, dandomi sensazioni di fiacchezza e sfinimento». Poi le cose hanno iniziato a migliorare. «Passata una decina di giorni – conferma Ragni – ho effettuato il tampone di controllo che è risultato negativo e per me è stato come togliersi un peso enorme da sopra le spalle e tornare in campo dopo quasi un mese è stato per me come ricominciare da capo, dalle prime volte che avevo iniziato a giocare, un’emozione indescrivibile, mi ero ripresa qualcosa che mi mancava davvero tanto». Il libero della formazione rossoblù adesso sta meglio, ma non è ancora al top. «Quando vado sotto sforzo – ammette – il mio fisico sembra non arrivare, ma è solo questione di riprendere la forma che avevo prima dello stop forzato. Ci vorrà tanta pazienza e altrettanta determinazione». Patricia Ragni sarà seguita nel suo percorso dallo staff dei preparatori fisici di Volley Angels Project, diretto da Marco Sbernini con al suo fianco Luca Beretti e Michele Del Rosso.

Fonte: Ufficio Stampa Volley Angels Project

Foto: Alessandro Sgattoni